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ANSA: BERLUSCONI INCONTRA DELLA VEDOVA E TARADASH
(ANSA) - ROMA, 29 set - Forza Italia informa dell'incontro di stamattina fra il presidente del partito, Silvio Berlusconi, ed una delegazione di esponenti radicali che intendono sostenere la Cdl, guidata da Benedetto Della Vedova, sottolineando l'importanza dell'apporto di questa componente alla Cdl e preannunciando iniziative comuni.
Il comunicato informa che ''il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha oggi incontrato una delegazione dei Riformatori Liberali composta da Benedetto Della Vedova, Marco Taradash, Peppino Calderisi e Carmelo Palma. All'incontro ha partecipato il coordinatore di Forza Italia, onorevole Sandro Bondi''. ''Nell'incontro - prosegue il comunicato di Forza Italia - si e' convenuto sull'esigenza di rafforzare i contenuti liberali e di mercato nella proposta politica della Casa delle Liberta'''. ''Il presidente Berlusconi ha ribadito quanto sia importante, in vista delle elezioni politiche, assicurare alla Casa delle Liberta' l'apporto di questa componente liberale, liberista, laica e radicale, guidata da persone di valore che hanno scelto la Casa delle Liberta' per la loro iniziativa politica riformatrice, in contrasto con il disegno conservatore e di potere della sinistra e di Romano Prodi''. ''Nell'incontro - conclude il comunicato - sono state concordate iniziative e manifestazioni comuni.(ANSA).
"QUALI INSIDIE PER I LIBERALI NELLA CDL"
di William Longhi - dal quotidiano "L'Opinione" - 29 Settembre 2005
www.dellavedova2006.splinder.com. Eccolo il sito per chi non ci sta alla svolta sinistrorsa di Pannella e i suoi adepti. Il nuovo soggetto radico-socialista attrezzato in fretta e furia dalla classe dirigente radicale e dallo Sdi non scalda i cuori e per ora naviga incerto tra gli strali imbevuti di cattolicesimo al veleno di Castagnetti i tentennamenti degli ulivisti duri e puri, l’accoglienza opportunista di Fassino e il rifiuto categorico di Mastella. Se poi si considera il sostegno non richiesto a Prodi, che pare anche un po’ schifato dei voti radicali, si comprende come la questione non poteva non scatenare reazioni nell’anima liberista dei Radicali Italiani. E cioè quelli che Benedetto Della Vedova, colui che ha portato il verbo liberista tra i pannelliani un decennio fa, lo vogliono a destra, lo vogliono candidato alle primarie della Cdl, lo vogliono alla guida di un movimento libertario che si posizioni a destra, e che esultano per la sua ufficiale e inevitabile presa di distanza dalle ultime evoluzioni radicali.
È l’anima liberista del corpaccione pannelliano che si agita e trasuda voglia, quasi libidine, di crescere e diventare soggetto diverso e distinto dalla storia radicale più classica. È un’anima fatta da tutti quelli che tra Croce ed Einaudi scelgono Ricossa. E che non vedono l’ora di poter votare contro Prodi e i post-comunisti senza per questo dover fare la crocetta sul simbolo di FI o An o Lega. E così il sito personale di Della Vedova si è riempito di messaggi a sostegno della scelta personale del dirigente radicale e, come spesso capita in questi casi, in molti si sono lasciati andare alla più scintillante fantapolitica fatta di nuovi partiti libertari, di manifesti hayekiani e principi rothbardiani. Ma tutto questo fermento è del tutto naturale, e non bisogna meravigliarsi, né amareggiarsi per la prossima diaspora radicale, ormai quasi matura. È invece l’occasione buona perché da un fraintendimento nascano ottime occasioni di diffusione e applicazione delle idee liberali tanto a destra quanto a sinistra. Della Vedova, così come già Taradash o Teodori, ha sempre espresso preferenza per il centrodestra e simpatie per Berlusconi, seppur da posizione critica.
Le convinzioni politiche e le simpatie umane lo hanno sempre collocato naturalmente più vicino ai conservatori che ai progressisti in un ideale bipolarismo fatto di liberali conservatori e liberali progressisti. Così come Pannella e la Bonino appartengono di diritto e di fatto alla storia della sinistra liberale e laica, e come tali non possono considerarsi che parte integrante di un futuro partito democratico. Al limite, i corpi estranei a tale progetto sarebbero i Mastella, i Diliberto e i Bertinotti. Quindi, tutto giusto così. Ognuno per la sua strada, senza forzature. Il problema è invece un altro, e riguarda lo spirito con cui il nuovo soggetto radico-socialista sta tentando di affermarsi. Uno spirito davvero scialbo e deludente. Il partito radico-socialista che verrà vorrebbe infatti affermarsi formalmente per dare rappresentanza partitica alla lunga storia del socialismo liberale italiano, fatto di tante voci spesso anche dissonanti, ma sempre autorevoli e originali, come Salvemini ed Ernesto Rossi, Bobbio e Calogero, Capitini e Fortuna. Ma da questa volontà di fondo è densamente offuscata dalle questioni più prosaiche che invece paiono ispirare maggiormente i promotori.
Ad esempio, la maledetta necessità dei radicali di sopravvivere finanziariamente alla disastrosa gestione politica ed economica del grandioso successo delle europee del ’99 (8,5% che i liberali non avevano mai visto in Italia, neanche con Malagodi), sprecato in maniera ignominiosa. E dal disperato bisogno, anch’esso tutto materiale, dello Sdi di superare lo sbarramento della quota proporzionale, dopo il fallimento del progetto di Uniti nell’Ulivo, in cui erano coinvolti fino al collo. Insomma, nonostante i tentativi anche generosi di buttarla sul culturale per consolidare il progetto nelle radici storiche del socialismo liberale italiano, questa fusione rischia di nascere solo per ragioni di mera sopravvivenza. E poi, c’è la questione che più ha avvelenato il forum dei Radicali Italiani, l’abbandono sostanziale dell’ispirazione liberista degli anni novanta.
A Fiuggi la convenzione socialista, liberale, laica e radicale ha confermato la malinconica archiviazione di tutte le tematiche liberiste del recente passato radicale nel nome dell’emergenza laica, di un Ruini qualunque da contrastare ad ogni costo, con il contorno, davvero inatteso, della Bonino che in un’intervista se la prende con il più classico dei feticci, il liberismo selvaggio. Eppure l’economia di mercato è parte a pieno titolo della tradizione della sinistra liberale italiana, che ha ospitato per parecchi anni tra le sua fila all’inizio del secolo scorso i radico-liberisti come De Viti De Marco, come Papafava o Pantaleoni. Questo annebbiamento della propria memoria storica, solo per non dispiacere al catto-comunista di turno, non rende onore ad un progetto che di per sé ha molti meriti e che rende anche più semplice un’operazione di segno opposto nel centrodestra. Sperando che Della Vedova e soci non decidano pure loro nel frattempo di buttare a mare le ispirazioni laiche per compiacere il clerico-fascista di turno, dedicandosi alle sole libertà economiche. E dimenticando, in un triste gioco di obnubilamenti simmetrici, le battaglie anticlericali di un tempo.
"UN LAICO LIBERALE ALLE PRIMARIE DEL CENTRO DESTRA"
di Arturo Diaconale - dal quotidiano "L'Opinione" - 27 Settembre 2005
Se i liberali vogliono conquistare un minimo di spazio nel panorama politico italiano non debbono far altro che presentare un proprio candidato alle primarie del centro destra. Non per competere in alcun modo con Silvio Berlusconi e con gli altri leader della Cdl. E neppure per seguire Marco Follini lungo a strada della progressiva delegittimazione del Cavaliere. Ma per marcare una presenza che mai come in questo momento può risultare decisiva per le sorti dell’attuale coalizione di governo e della stessa democrazia italiana. Non si tratta, quindi, di candidare un liberale alle primarie per mettere in discussione la leadership di Berlusconi che rimane e deve rimanere assolutamente fuori discussione. Il Presidente del Consiglio continua ad essere il solo ed unico esponente del centro destra in grado di tenere unita la coalizione e di non far svanire la speranza che la partita elettorale del prossimo anno sia persa in partenza. Rinunciare ad un vantaggio del genere sarebbe folle.
Ed ha perfettamente ragione Gianfranco Fini quando lascia intendere che in questa chiave le primarie del centro destra non sono un modo per mettere in discussione il ruolo del cavaliere ma solo per svolgere una sorta di pre-campagna elettorale tesa a preparare al meglio lo scontro della prossima primavera. Si tratta, invece, di candidare un liberale alla competizione interna alla Cdl per dimostrare praticamente e concretamente che l’area laica e liberale del centro destra esiste , è viva e vitale e può rappresentare l’arma in più per tenere un confronto almeno alla pari con lo schieramento avversario. Questa considerazione appare quasi scontata se rapportata al fenomeno in atto della transumanza a sinistra del Nuovo Psi di Gianni de Michelis e Bobo Craxi e la scelta di Marco Pannella ed Emma Bonino di offrire la foglia di fico radicale alla bruttura dell’ennesima riunificazione socialista fatta all’ombra dei post e dei catto-comunisti. Si può criticare il fenomeno quanto si vuole. E le ragioni sono infinite.
Ma non si può negarlo. All’interno del centro sinistra si va delineando un’area che si definisce laica, liberale e socialista e che può costituire un punto di riferimento per quella massa di elettori laici, liberali e riformisti che fino ad ora hanno votato per il Cavaliere. Il fenomeno in atto nel centro sinistra, in altri termini, provoca un vuoto nel centro destra. Quegli elettori laici, liberali e riformisti che non hanno alcuna intenzione di passare al nemico perché vogliono difendere le proprie idee e non conservare le proprie poltrone, rischiano di essere privi di punti di riferimento. Un liberale alle primarie può aiutare a colmare questo vuoto.
E SE DELLA VEDOVA CORRESSE ALLE PRIMARIE?
La selezione del candidato premier attraverso il meccanismo delle primarie sembra diventata di attualità anche nel centro-destra e Casini e Fini già lanciano il guanto di sfida al presidente del consiglio Berlusconi.
Quali spazi aprirebbe l'eventuale organizzazione di elezioni primarie nell Casa delle Libertà per l'inziativa politica liberale? Sarebbe auspicabile che maturasse una candidatura dichiaratamente liberale e liberista, magari quella di Benedetto Della Vedova? Potrebbe tale candidatura essere uno strumento per dare consistenza e visibilità al progetto che proprio in queste settimane Della Vedova, insieme ad altri uomini politici di storia liberale e radicale, sta perseguendo?
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NASCE L'INIZIATIVA TELEMATICA "DELLA VEDOVA 2006"
Nasce oggi "Della Vedova 2006", un blog
che si propone di offrire un punto di riferimento telematico a quanti si riconoscono nel progetto di Benedetto Della Vedova di garantire una rappresentanza politica coerentemente liberale e liberista a quell'Italia moderna e produttiva che vuole le riforme e che non ha paura di affrontare le nuove sfide di un mondo di mercati liberi e di menti libere.
Contestualmente viene anche lanciata una mailing list dellavedova@yahoogroups.com collegata a questo blog.
L'home page della mailing list è:
http://it.groups.yahoo.com/group/dellavedova2006/
"Della Vedova 2006" è un'iniziativa telematica indipendente. Per il sito ufficiale di Benedetto Della Vedova si rimanda a www.benedettodellavedova.com