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Ancora sull'articolo di Giavazzi
In un articolo di qualche giorno fa sul Corriere della Sera Francesco Giavazzi scriveva:
"Chi è più di sinistra? Chi liberalizza commercio e professioni, o chi consente che le farmacie, così come gli studi notarili, si tramandino di padre in figlio? (...) Chi è più di sinistra? Chi vuole riformare alle radici il nostro sistema di welfare, nell'interesse dei poveri e dei giovani, oppure chi pensa che la riforma delle pensioni non sia urgente e difende i fortunati che hanno un lavoro a tempo indeterminato e vanno in pensione prima dei sessant'anni? (...) Concorrenza, riforme, merito dovrebbero essere le bandiere della sinistra radicale; questa invece, opponendosi alle riforme, finisce per difendere i privilegi".
The right nation ( http://ideazione.blogspot.com/ ) scrive: "Si parte dall'assunto che il termine "sinistra" possa essere utilizzato come sinonimo di "bello", "buono", "pulito", "giusto" (lasciando dunque "brutto", "cattivo", "sporco" e "ingiusto" alla "destra"). Poi ci si pone una domandina retorica del tipo "è più di sinistra farsi la doccia regolarmente o puzzare come capre?". Lasciando ai propri lettori la risposta, tanto scontata quanto falsa."
Credo che Giavazzi si rivolga alla sinistra per polemizzare con loro, e non voglia attaccare la destra con quell'articolo.
Quello che dà fastidio è quella frase in cui Giavazzi afferma il suo pregiudizio contro la destra, sostenendo che questa vuole il potere per proteggere i privilegi, mentre essere di sinistra significa combattere i privilegi..
A Giavazzi, che scrive un articolo pieno di critiche alla sinistra ma nonostante tutto mantiene un pregiudizio A FAVORE della sinistra, direi: ma è più di sinistra essere di sinistra o essere di destra? Se provasse a rispondere a questa domanda magari rivedrebbe i suoi pregiudizi.
