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sabato, 07 ottobre 2006

IL TAVOLO DEI VOLENTEROSI (COALITION OF THE WILLINGS) DI DANIELE CAPEZZONE

L'iniziativa di Daniele suscita in me reazioni contrastanti. Leggendo commenti di diversa provenienza in giro per Internet devo dire che le reazioni, sia a destra che a sinistra, sono anch'esse varie.

Intanto devo dire che non sono d'accordo con chi critica Capezzone per non essere fedele al modello pipartitico accusandolo di cercare degli inciuci, perché non siamo in America e quindi bisogna giocare con le regole che abbiamo, non con quelle che vorremmo avere, e poi perché credo che contro una finanziaria del genere, se si sa che il proprio voto non è sufficiente a non farla passare, si debba fare qualcosa di più che "non votarla".

D'altra parte, almeno in questa occasione, non me la sento di cantare le lodi di Daniele, e per un motivo crudele come il destino: si meriterà delle lodi o delle critiche a seconda di come la faccenda andrà a finire.
Aprire una "coalition of the willings" su di un tema importante come la finanziaria è di sicuro un atto di coraggio, a meno che tutto ciò non serva solo a conquistarsi pannellianamente qualche titolo sui giornali come in occasione dell'ospitalità. In quest'ultimo caso Daniele farebbe una pessima figura.

Ma diamo fiducia a Daniele e poniamo che voglia davvero andare fino in fondo e non solo comparire sui giornali.
Gli scenari che si presentano sono i seguenti:
- La coalition of the willings non raggiunge una dimensione tale da essere determinante (ipotesi da tenere in considerazione anche se al senato bastano pochissimi parlamentari per arrivare almeno ad una situazione di stallo). In tal caso una pacca sulla spalla a Daniele, che ci ha provato.

Se la coalition of the willings riesce ad essere determinante in entrambe i rami del parlamento o anche in uno solo di essi. In questo caso le persone che si sono sedute a quel tavolo proporranno degli emendamenti signigicativi alla finanziaria.
In sostanza a quel tavolo si decideranno le sorti della finanziaria, del governo e della maggioranza:
- della finanziaria nel caso in cui gli emendamenti siano migliorativi ma destinati ad essere votati da questa maggioranza più eventualmente alcuni membri della coalition. In questo caso si avrebbe una vittoria per Daniele, che sarebbe riuscito a migliorare la finanziaria, ma ne uscirebbe con un'immagine da democristiano, uno che ha inciuciato con l'opposizione solo per bloccarne l'ostruzionismo e modificare una legge perversa che andrebbe respinta in blocco.
- si decideranno le sorti del governo nel caso in cui gli emendamenti siano tanto significativi da costringere il governo a mettere la fiducia e da obbligare la parte "di maggioranza" della coalition of the willings a decidere del destino del governo Prodi. In questo caso, che è forse lo scenario più probabile, si potrebbe avere la rottura della coalition of the willings, e quindi una sconfitta per Daniele, oppure la caduta del governo. Un salto nel buio che ci potrebbe portare a nuove elezioni, ad un governo tecnico, ad una Große Koalition ma anche ad un rimpasto con la stessa maggioranza esistente.
- si decideranno quindi anche le sorti della maggioranza. Vedremo cosa succederà al tavolo della Coalition of the willings (se si farà davvero) quando i willings dell'opposizione presenteranno degli emendamenti pensati per raccogliere in Parlamento i voti dell'attuale opposizione. Di sicuro a quel tavolo sarà sempre presente l'opzione di una nuova maggiornaza "attuale opposizione + coalition of the willings". A maggior ragione se la coalition fosse determinante in entrembe i rami del parlamento. In questo caso ci sarebbe un ribaltone.

Che giudizio dare di un politico che fa cadere un governo (o, magari, che avvia un'iniziativa che porta ad un ribaltone) dopo aver assicurato all'elettorato che sarà "l'ultimo giapponese" di Prodi? Dimostrerebbe di essere fedele alle sue idee, ma poco fedele ai suoi compagni di coalizione. Sarebbe di sicuro un giudizio complesso, non semplice.

Concludendo: sinceramente spero che tra gli scenari possibili si avveri uno di quelli che comporta la caduta del governo ed un cambio di maggioranza. E di sicuro tanto di cappello a Daniele, che sta sparigliando le carte in modo interessante.

Ma, per il momento, nessuna lode, nessuna critica, nessun giudizio: prima voglio vedere come va a finire.

Gionata Pacor


Postato da: LiberaleEuropeo a 18:20 | link | commenti (1)


Commenti
#1   13 Ottobre 2006 - 13:54
 
Obiettivamente, come si fa a sedere allo stesso tavolo di Bondi e Sacconi?
Guarda la vignetta
ciao
gianfalco
utente anonimo

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